Gli spaghetti rotti

In molte classi abbiamo giocato con gli spaghetti: tenerne uno in equilibrio tra il proprio dito indice e il dito di un altro, muovendosi nella stanza e cercando di non romperlo, nemmeno di farlo cadere. Fare tutto questo senza comunicare verbalmente è un allenamento di ascolto e chiarezza di intenzioni. Serve sapere, prima di muoversi, dove voglio andare e saper ascoltare in tempi rapidi l'intenzione che l'altro sta veicolando con il corpo, la pausa e la pressione per agire in modo coordinato. Di solito questo gioco si fa con i bastoni, nei laboratori di teatro educazione, si gioca di intesa. 

Quello che abbiamo scoperto è che nell'ascolto c'è bisogno di non forzare, di non spingere contro la direzione dell'altro e per questo abbiamo bisogno di essere disponibili a fermarci, e mettere in dubbio la propria scelta di movimento in cui l'altro è coinvolto prima di chiedere all'altro di seguirmi. Serve sapere seguire l'altro anche quando non ne sono sicuro. È come la comunicazione. Quando lo spaghetto cade, la comunicazione cade. C'è bisogno di un certo grado di disponibilità per far si che la comprensione abbia luogo. 

Ogni volta che gli spaghetti si rompono, si riprova e si ricomincia di nuovo. 

Provare per credere, quanti spaghetti rotti hai accumulato?

 

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